mercoledì 9 settembre 2009

Video DownloadHelper per Firefox.

Con questo post vi voglio parlare di un interessantissimo add-on di Firefox. La categoria di appartenenza e' "Download e gestione dei file" ed il suo nome e' Video DownloadHelper (attualmente alla versione 4.6.2).
Il link per l'installazione e'

https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/3006

Come per ogni add-on di Firefox l'installazione e' estremamente semplice.... un click sul pulsantone verde "Aggiungi a Firefox", 4 secondi di attesa e il gioco e' fatto.
Ma cio' che rende molto interessante questo add-on non e' la semplicita' di installazione (comune anche ad altri), ma la facilita' di utilizzo.
Dopo il riavvio post-installazione di Firefox noterete vicino alla barra dell'indirizzo un simbolo con tre palline grigie.
Quando nella pagina che state visitando e' presente un file video (es. Youtube, Megavideo, ecc.) lo stemma si colora, e le sfere si animano. A questo punto e' sufficiente premere sulla freccina a lato del simbolo per avere la lista dei video che sono in riproduzione. Un click sul titolo e inizia il download.
Questo add-on, come avrete intuito, e' estremamente comodo per il download rapido di filmati di qualunque tipo, ad esempio con estensione flv ed mp4.
Inoltre se si preme sul simbolo, sia animato che "spento", si apre una schermata che permette di visualizzare tutti i siti che offrono streaming video free e che sono compatibili con il plug-in. Cliccando sul nome che piu' ci interessa si viene automaticamente indirizzati al sito.
Tirando le somme, Video DownloadHelper e' uno di quegli strumenti di cui ogni utente di Firefox si dovrebbe dotare.

martedì 8 settembre 2009

Flash 64bit e Fedora 11 x86_64

E' risaputo che siti come Youtube, Megavideo e altri utilizzano la tecnologia Flash Video (files con estensione .flv).
Per poter utilizzare questa tecnologia serve aver installato sul proprio computer il plug-in Flash. Se il browser che si utilizza e' a 32 bit non c'e' alcun problema, infatti e' sufficiente seguire il link che viene indicato dal sito che lo richiede. Se invece si utilizza un browser a 64 bit la storia si complica un po', e non tutto e' immediato.
Comunque niente e' impossibile, infatti basta solo usare la console per pochi secondi e il problema e' risolto.
La procedura, come detto, richiede un tempo minimo ed e' immediata, anche per l'utente piu' neofita. La guida si basa sul desktop manager Gnome, ma la situazione con KDE, Xfce o altri e' analoga, basta individuare la console/terminale sul proprio menu' principale ed eseguirla, poi si puo' proseguire con il punto 2.

1. Aprite la console seguendo il percorso Barra superiore -> Applicazioni -> Strumenti di sistema -> Terminale;

2. Da console digitate il comando
su
e premete invio. Alla richiesta della Password inserire la password di root che si e' specificata nel processo di installazione (eventualmente chiedete a chi vi ha aiutato/installato il sistema).

3. Scrivete (meglio se fate copia-incolla), sempre su console, la stringa
wget http://qualeimporta.com/downloads/flash10_x64_en.sh && chmod +x flash10_64_en.sh && sh ./flash10_x64_en.sh
e premete invio;

4. Terminato il processo automatico di installazione, che peraltro si occupa di disinstallare le versioni precedenti del plug-in, su console dovrebbe apparire una scritta che indica che e' possibile riavviare Firefox. Se cio' non accade meglio che indichiate il problema nei commenti.... le cause di un mancato funzionamento possono essere molteplici e a scriverle tutte non sarebbe piu' una guida rapida.

5. Come indicatoci dallo script e' ora possibile chiudere la finestra del terminale e avviare Firefox, finalmente in grado di leggere i file di Youtube.

lunedì 25 maggio 2009

MagSafe, molto Mag e poco Safe

Dopo un bel po' di tempo, torno con una notizia molto particolare, anche se non e' proprio una novita' :)
Gia' nel lontano giugno del 2007 (link) avevo riportato la notizia di un MacBook alquanto "caliente"..... ora, aime', la storia si ripete.
Ovvio che una casa seria come la Apple non ripete mai due volte lo stesso errore, infatti stavolta sotto accusa non sono le batterie, bensi' un particolare molto piu' piccolo..... il fantomatico connettore MagSafe.
Per chi fosse allo scuro di tale prodigio della tecnica Apple faro' una breve descrizione.
Il connettore MagSafe e' il connettore (scusate la ripetizione) che connette il MacBook con l'alimentatore, ovvero quel piccolo parallelepipedo che si puo' notare alla fine del filo dell'alimentatore e che va' "aggianciato" sul portatile. La caratteristica che permette a questo connettore di distinguersi dagli altri e' quella di essere magnetico, ovvero di "stare attaccato" al computer attraverso un piccolo magnete.
Sembra strano, ma il principio e' molto semplice e non c'e' niente di magico. All'interno del computer, in corrispondenza dell'attacco, c'e' una piccola calamitina, e lo stesso vale per il connettore. Quando queste due calamitine vengono avvicinate si attraggono tenendo il connettore attaccato al computer.Domanda che puo' venire spontanea..... perche' tutto sto' casino per un connettore?? La risposta e' molto semplice. Nel caso che il cavo dell'alimentatore venga accidentalmente tirato con violenza (a chi non e' successo almeno una volta???) il connettore automaticamente si scolleghera' evitando che il portatile, tirato dal cavo, cada o si danneggi.
Na' gran ficata, no??? Un vero colpo di genio che caratterizza i MacBook gia' da un po' di tempo.....
Visto che adesso sapete di cosa si tratta passero' a raccontare l'accaduto, ma tenete sempre in mente che il 99% dei problemi di un PC viene provocato dall'incuria e incapacita' dell'utente..... lo 0.9% e' colpa dell'Apple :D :D. Personalmente un questo caso credo ci troviamo di fronte a quel 0.1% causato una un concorso di colpa di Apple e dell'utente. Infatti gli utenti MacBook piu' svogliati tendono a rimuovere il cavo dell'alimentatore tirandolo dal cavo, cosa che ovviamente sollecita in modo non indifferente la struttura del connettore che, a quanto pare dall'accaduto, e' tutt'altro che robusto.
Come per il precedente post, anche in questo caso il misfatto avviene durante la notte (ma perche' sempre di notte??? booohh....). Un certo Ken Brinkman, proprietario di un MacBook nuovo moldello, quello in alluminio per intenderci, e' stato svegliato nel cuore della notte da un forte odore acre di plastica bruciata. Allarmato della situazione, Ken si e' velocemente reso conto che a "fumare" era il suo MacBook, ed in particolare il suddetto connettore. Cercando di sconnetterlo dal PC Ken si e' pure ustionato (questo lo dice lui, ma scommetto che l'ha tolto tirando il filo, come sempre probabilmente :P ).
Risultato: un MacBook da buttare, anche se devo dire che l'effetto flambe' sull'alluminio del telaio gli dona.
Come nel caso precedente, anche qui sono disponibili delle foto della vittima subito dopo l'accaduto.....

Fonte per le foto: tuaw

sabato 6 ottobre 2007

Nodoka, il nuovo look di Gnome

L'avvento della versione 8 di Fedora è accompagnato dalla comparsa di un nuovo tema per Gnome, chiamato Nodoka.
Anche se il nome può sembrare un pò strano, in realtà il tema risulta essere esteticamente molto semplice e pulito, e soprattutto molto razionale e fruibile.
Per un'anteprima della grafica



Gli obbiettivi che si erano posti gli sviluppatori erano

- Create a complete set of fedora theme (excluding wallpaper, which is release dependent) that would look consistent throughout whole desktop and would include echo icon set
- Create a theme that is nice, not attracting too much attention to itself, rather calms than enrages, and that is focused on usability as well
- Use classical fedora blue as an basic color, build the theme around it, but not "overblueize" it
- Make use of soft gradients, not make too hard color transitions

Per maggiori informazioni, o se siete ansiosi di installare Nodoka prima dell'uscita di Fedora 8, potete andare QUI.

sabato 21 luglio 2007

Guardare un DVD con Fedora 7

Essere in grado di leggere un DVD video è ormai una capacità irrinunciabile per un sistema operativo. Con Fedora viene fornito "di serie" il lettore Totem, che però per il momento non supporta ancora la riproduzione di tali supporti.
Il player più famoso, e probabilmente il più efficace, è senza ombra di dubbio Xine Multimedia Player.
Per l'installazione ci dobbiamo rivolgere al repository livna. Per chi non ha caricato tale repository vi consiglio di leggere QUESTO post apparso tempo fà su questo stesso blog.
A tempo della creazione del file livna.repo l'opzione enable era stata messa a 0 per disabilitarne il funzionamento. Questo per impedire che possano avvenire conflitti con i repository RPMS.
Adesso è venuto il momento di abilitarlo.
Il comando per installare Xine è

sudo yum --enablerepo=livna install xine xine-lib xine-skins xine-lib-extras-nonfree libdvdcss

Ora abbiamo Xine. Non ci resta che configurarlo in modo che all'inserimento di un DVD non si avvii Totem ma bensì Xine. (Se il vostro browser dovesse visualizzare la seguente linea di codice su più righe ricordate di scriverla come un'unico comando sulla console).

gconftool-2 --set /desktop/gnome/volume_manager/autoplay_dvd_command \ 'xine --auto-play --auto-scan dvd' --type='string'

Ora se inseriamo un DVD video nel nostro lettore partirà automaticamente Xine per la riproduzione.


Buona visione a tutti!!

venerdì 20 luglio 2007

Linus Torvalds si affida a Fedora 7

Durante una recente intervista, in risposta alla fatidica domanda

Una curiosità: Qual è la tua distribuzione preferita? Quella più sicura?

Linus Torvalds (per chi non lo sapesse è il creatore di Linux, cioè del kernel su cui si basano tutte le distribuzioni) ha dato una risposta che può far molto felici i fortunati utilizzatori di Fedora. Per riassumere questo è quanto detto

Non mi preoccupo molto della distribuzione, ho cambiato varie distribuzioni negli anni, e per me la cosa più importante è che siano facili da installare e aggiornare, e che mi permettano di occuparmi del solo aspetto che mi interessa: il kernel ....
Al momento sembra che la maggior parte delle mie macchine si affidi a Fedora 7.

Per approfondire potete leggere uno spezzone più lungo dell'intervista a QUESTO indirizzo.

lunedì 16 luglio 2007

Linux in politica: avrà successo ?!?

Cose del genere non si sentono spesso, specie qua in Italia, quindi credo meriti una menzione. Come si può leggere in questo articolo apparso su Republica dell'11 luglio 2007 (articolo completo QUI) anche la politica comincia a muovere i primi passi verso il software open-source, cominciando dall'adozione di Linux come sistema operativo (anche se opzionale).

Sono all'incirca tremila e 500 i computer attivi alla Camera e ognuno costa almeno 900 euro per le licenze di Office, l'insieme dei programmi che servono per la produttività dell'ufficio

Questo credo sia il passaggio che più fa capire cosa può comportare una scelta del genere. L'avranno capito che Linux rappresenta un modo per risparmiare quella "marea" di soldi che vengono letteralmente buttati per l'acquisto di licenze Microsoft ??
Mah, solo il tempo saprà dirlo.....

giovedì 12 luglio 2007

Qual'è la vostra architettura?

Vi siete mai chiesti su che anchitettura è basato il vostro microprocessore? Oppure l'architettura del vostro PC? Per queste ed altre informazioni torna utile il comando uname, che permette di sapere alcune cose fondamentali.
Le possibili opzioni sono:
  1. uname -s (--kernel-name)
  2. uname -n (--nodename)
  3. uname -r (--kernel-release)
  4. uname -v (--kernel-version)
  5. uname -m (--machine)
  6. uname -p (--processor)
  7. uname -i (--hardware-platform)
  8. uname -o (--operating-system)
Che corrispondono a
  1. il nome del kernel;
  2. il nome dell'host della rete a cui siamo collegati, sempre che ne esista una;
  3. la release del kernel;
  4. la versione del kernel (i dati relativi al rilascio);
  5. architettura del microprocessore;
  6. tipologia del processore (es. athlon);
  7. piattaforma hardware;
  8. nome del sistema operativo (GNU/Linux).
Per chi non ha pazienza basta scrivere

uname -a (--all)

per ricevere tutte le informazioni in contemporanea.

mercoledì 11 luglio 2007

Installare Internet Explorer

Questa è una piccola guida per le persone che si sono trovate di fronte a problemi di incompatibilità tra il proprio browser web e il sito che si stà visitando. Vi sarà di certo capitato, mentre state navigando in santa pace con Firefox (ma anche Mozilla, Opera, Konqueror, ecc.) di imbattervi nella scritta "il servizio è compatibile solo con Microsoft Internet Explorer...".
Stesso problema si pone se sviluppate applicazioni per il web, per svago ma anche per lavoro, e dovete provare la compatibilità della vostra creazione con i maggiori browser web. Inutile negare che IE sia il più utilizzato browser al mondo.
La soluzione a questi problemi non è indolore, infatti siamo costretti a "sporcare" il nostro Linux installandoci dentro Internet Explorer. Se questo proprio non vi và giù.... non sò come aiutarvi!!
Per poter installare IE su Fedora 7, essendo un programma creato per Windows, abbiamo bisogno di qualche programmino aggiuntivo. Quindi entriamo nella console e scriviamo

sudo yum -y install wine cabextract

Dopo di chè passiamo all'installazione effettiva di IE. Per comodità utilizziamo gli scripts che possiamo scaricare da IEs4Linux. Ora concentriamoci sul file che abbiamo scaricato dal link precedente.
Al momento della stesura di questa guida la versione più aggiornata è la 2.0.5, quindi tutti i comandi sono riferiti a questa, ma nel caso di altre versioni è sufficiente adeguare il nome del file e della cartella che si ottiene dalla decompressione. Tutto il resto è assolutamente analogo.
Da console dobbiamo recarci nella cartella dove abbiamo salvato il file. Fatto questo dobbiamo utilizzare i seguenti comandi

gtar xzvf ies4linux-2.0.5.tar.gz
cd ies4linux-2.0.5
./ies4linux

All'avvio dello script vi verranno poste delle domande per guidarvi nell'installazione di IE. L'installazione di IE 6 è automatica, ma potrete aggiungere alcune versioni precedenti semplicemente rispondendo y/n (si o no). Come esempio supponiamo di aver risposto yes all'installazione aggiuntiva di IE 5.5 e IE 5. Quindi l'installazione sarà completata con la scritta

IEs 4 Linux installations finished!


To run your IEs, type:
ie6
ie55
ie5

Ci viene indicato cha possiamo disporre di 3 versioni di IE, cioè della 6, della 5.5 e della 5, avviabili rispettivamente con i comandi

ie6
ie55

ie5

martedì 10 luglio 2007

Installare Beryl o Compiz Fusion

Come ormai sappiamo il progetto Beryl, nato da una costola di Compiz, è da un pò di tempo tornato a far parte del suo antenato. Da questo è nato, con molta fantasia, Compiz Fusion.
In CF si possono trovare le solite caratteristiche di Compiz, ma con l'aggiunta degli effetti che caratterizzavano Beryl. Quindi, come dice il nome stesso, i due si sono letteralmente fusi dando origine a qualcosa che in teoria dovrebbe essere spettacolare (non avendolo ancora provato di persona devo usare il condizionale, anche se da alcuni video su Youtube ho potuto osservare che i risultati ottenuti sono notevoli).
Per chi ha installato Fedora 7 i passi per installare uno dei due sono veramente semplici. Personalmente consiglierei l'installazione di Compiz Fusion in quanto Beryl si può definire un "progetto morto" (sempre che qualche eroe non decida di mantenerlo vivo).
Comunque, per ottenere sul proprio computer i fantastici effetti 3D ormai famosi in tutto il mondo (specie a Redmond) è sufficiente avere una scheda video che supporti gli effetti 3D e seguire QUESTA piccola guida.

Buon divertimento.... e che il cubo sia con voi.

mercoledì 4 luglio 2007

Rilasciata la GPL 3

...''Un aggiornamento necessario anche per fronteggiare situazioni scomode derivanti dai brevetti''...
La Free Software Foundation (FSF)ha rilasciato la tanto attesa terza versione della GNU General Public License (GNU GPL), la licenza open source piu' nota al mondo.
''Dalla fondazione del movimento del software libero, oltre 23 anni fa, la comunita' ha sviluppato migliaia di software utili nel pieno rispetto della liberta' degli utenti. L'uso della GNU GPL permette a ogni utente la liberta' di utilizzare, studiare, adattare, migliorare e redistribuire il programma'' ha affermato il presidente e fondatore della FSF Richard Stallman.
La terza versione della GNU GPL rafforza questi diritti, assicurandosi che gli utenti possano modificare il software libero sui propri device, e garantendo la licenza a ogni utilizzatore. La nuova versione della licenza migliora la compatibilita' con altre licenze open e si adegua agli standard internazionali.
Potete visitare questa pagina per vedere tutto quello che c'e' da sapere sulla nuova GNU GPL 3.

Fonte: Linux Valley

mercoledì 27 giugno 2007

Linux Foundation presenta Driver Development Kit

I problemi legati all'installazione di driver per stampanti in GNU/Linux potrebbero essere presto relegati al passato grazie ad una nuova iniziativa della Linux Foundation che, proprio in questi giorni, ha presentato un kit per lo sviluppo unificato di questo tipo di driver, con lo scopo di agevolare il lavoro dei produttori e garantire una migliore user experience.
Il Driver Development Kit ( DDK ) include tutti gli strumenti necessari alle aziende produttrici per creare un driver che sia installabile su tutte le distribuzioni LSB-compliant, senza la necessità di creare versioni modificate per ogni variante di GNU/Linux; Linux Foundation ha assicurato la presenza di LSB DDK nelle roadmap delle maggiori distribuzioni, che potranno avvantaggiarsi anche delle API web del progetto OpenPrinting per scaricare il driver più adatto nel caso questo non fosse disponibile in locale.

Fonte: OSSblog.it

lunedì 25 giugno 2007

Dell: niente Linux per le PMI

Dopo aver destato clamore per la scelta di Linux Ubuntu, Dell ha deciso di vendere alle PMI (Piccole Medie Imprese) i suoi PC "nudi", senza alcun sistema operativo pre-installato.
Ecco la nuova politica di Dell. Dopo aver stupito tutti per la scelta di un sistema operativo open source, la società di Michael Dell aggiunge una clausola non da poco: niente Linux per le PMI.
Le aziende che acquisteranno i nuovi PC di Dell si troveranno fra le mani esclusivamente l'hardware, senza alcun sistema operativo pre-installato dal produttore. La strategia sembra indirizzata a un netto abbattimento dei costi, sia per Dell che per i suoi clienti.
Questi ultimi potranno infatti avere computer a cifre che sfiorano i 250 dollari, avendo poi la libertà di installarvi il sistema operativo preferito. Dovessero scegliere proprio Linux Ubuntu, o una qualsiasi altra distribuzione open source gratuita, i costi non cambierebbero di un centesimo.
Nel caso in cui dovessero optare per un sistema a pagamento come Windows, saranno liberi di farlo. Dovranno pagare la licenza e potranno così godere del relativo supporto tecnico. Perché è proprio qui che Dell intende risparmiare. Benché sia ovviamente assicurato il supporto per l'hardware, Dell intende lavarsi le mani per quanto riguarda il software.
Ubuntu potrebbe creare qualche grattacapo agli utenti meno smaliziati, soprattutto per quanto riguarda l'installazione di nuove periferiche, e a Round Rock non vogliono essere tempestati da richieste d'aiuto. Questa eventualità sarà quindi del tutto eliminata nel caso delle PMI, ma anche per gli utenti consumer la politica di Dell prevede l'outsourcing del supporto.
Chi non è abbastanza esperto o non ha dimestichezza con il sistema operativo open source avrà diverse opzioni per chiedere aiuto: forum gestiti dalla community di Linux, siti web dedicati o un più tradizionale supporto tecnico a pagamento. A fornirlo non sarà però Dell ma Canonical, la società creatrice di Ubuntu che, in base al tipo di abbonamento, seguirà gli utenti nei primi 30 giorni dall'acquisto o per un anno intero.

Fonte: PMI.it

venerdì 22 giugno 2007

Il PC-Linux "venezuelano"

Come sappiamo Dell con molto coraggio (anche se scegliendo la distribuzione a mio avviso sbagliata :-P) ha intrapreso la strada per la produzione di computer che "montano" Linux sin dalla nascita.
Ora anche il Venezuela intraprende la stessa strada presentando ufficialmente la sua linea di PC con sistema operativo Linux. Le notizia è di quelle grosse visto che l'annuncio è stato dato dalle stesso presidente Hugo Chavez, che inoltre ha fornito anche informazioni su allestimenti, prezzi e obiettivi dell'iniziativa.
Inizialmente la linea sarà composta di quattro modelli, prodotti dalla società Bolivarian Computers, cioè tre modelli desktop, equipaggiati con processori Intel Pentium IV da 1.5 a 3GHz, e un solo notebook che però monterà una CPU Intel Core 2 Duo da 2GHz. Le caratteristiche tecniche quindi non sono per niente male, soprattutto considerando che i prezzi partiranno da circa 860 bolivar (298 euro circa) per il modello base, per arrivare ai 3mila bolivar (circa 1000 euro) per i modelli più accessoriati.
"Il prezzo di prodotti analoghi di altri marchi è di 930 dollari statunitensi, e il prezzo del nostro computer è di 690: circa il 40% in meno" ha spiegato il presidente Chavez: "Ma in aggiunta viene fornito con software open source e con tre anni di garanzia, contro il solo anno offerto dagli altri".
Quindi i PC Linux avanzano: la fabbrica che li produrrà è stata realizzata nella penisola di Paraguana, nel distretto di Falcon. Costata 17 miliardi di bolivar (circa 6 milioni di euro) dovrebbe essere in grado di produrre per quest'anno oltre 80mila unità, 100mila nel 2008 e 150mila tra PC e notebook/annui entro il 2009.
Le autorità non nascondono l'aspirazione di riuscire ad esportare le proprie macchine (e magari anche Linux) in tutti i paesi sudamericani. Ma mi sà che per vederli qua in Italia.....
Questo è l'ennesimo esempio di come il Linux, con i suoi vantaggi (e sono molti), attrae sempre più l'interesse delle persone. Specie se stiamo parlando di Fedora, che dovette ammetterlo...... graficamente non ha pari...... e non solo graficamente.

venerdì 15 giugno 2007

Pacchetti RPM installati

Vi siete mai chiesti quanti pacchetti sono caricati nel vostro sistema? Come domanda può essere stupida, ma la risposta riserva molte sorprese.
Sulla mia FC6, per esempio, non c'è caricato niente di speciale, se escudiamo Beryl, Compiz e qualche software aggiunto dopo l'installazione. Quando però ho eseguito il comando che permette di mostrare i pacchetti installati mi sono reso conto che non era tutto ovvio.
Inviando il risultato della console in un file, ho ottenuto che nella mia distribuzione sono installati ben 1133 pacchetti RPM di varia natura ed utilità.
Se anche voi volete fare questo esperimento portatevi nella vostra home (ci siete quando prima del cursore è presente l'intestazione '[login@localhost ~] dove login è il nome del vostro utente)

sudo yum list installed > ./pacchetti.txt

il risultato sarà presente nella vostra home all'interno del file 'pacchetti.txt' leggibile da console con il comando

less ./pacchetti.txt

Se non vi viene riconosciuto il comando sudo significa che non è mai stato configurato. Per farlo conviene riferirsi al post dedicato QUI.

mercoledì 13 giugno 2007

Il pc a 190 dollari di Asus basato su Linux

Durante il Computex Asus ha annunciato la nascita di un nuovo portatile, chiamato EEE PC, dalle caratterististiche e dal prezzo decisamente interessanti.
Il piccolo computer è dotato di uno schermo da 7" (è piccolo ma cosa si può chiedere di più a questo prezzo??), il peso è di circa 890 grammi e le dimensioni sono 225x165x21-25 mm.
I microprocessori che saranno utilizzati si pensa siano basati su Tolopai, cioè un processore Pentium M SoC (system-on-chip) della Intel. La frequenza del clock varierebbe tra i 600 e i 1200 MHz.
La RAM non scarseggia, visto che si ipotizzano 512 MB DDR2-400.
Altre caratteristiche hardware sono:
- GPU, cioè una Grafic Processing Unit;
- memoria esterna con storage controller;
- USB;
- Ethernet 10/100;
- modem 56 kb/s;
- WiFi 802.11 b/g;
- uscite audio;
Eventualmente come optional è disponibile una webcam da 3 MegaPixel e gli altoparlanti.
La capacità della batteria è di 5200 mAh, con un'autonomia di circa 3 ore.
Come dotazione software, oltre che ad una distribuzione Linux (non ancora precisata), sarà presente Firefox e una suite per ufficio. Eventualmente è possibile installare Windows XP, ma il prezzo salirebbe a 300 dollari.
Non male per 190 dollari, che tradotti in sono circa 143 euro, no?? Chissà se in Italia avrà lo stesso prezzo?!?!?
Ecco un'altra immagine che può darvi un'idea di quanto bello sia (parere personale!) questo gioiellino



Le informazioni utili per la stesura di questo post sono state reperite presso TuxJournal.net.
Per ulteriori informazioni in merito, e per vedere un altro paio di immagini, ci si può recare QUI. Volendo invece assistere ad una "interessante" presentazione in flash (è un pò lunga da caricare, e decisamente, scusate il termine, un pò pallosa, sarà colpa dell'odiosa musichetta) che vi permetterà più che altro di rendervi conto delle reali dimensioni dell'oggettino in causa. L'indirizzo è QUESTO.

martedì 12 giugno 2007

Conoscere le caratteristiche tecniche del PC da console

Vi siete mai chiesti come è possibile conoscere le caratteristiche tecniche del vostro PC direttamente da console? Se si, seguite questa piccola guida.
Ricordo che il comando 'cat' serve solo per visualizzare, e non modificare, il contenuto di un file.

Per sapere, ed è sempre utile, la versione del kernel che stiamo utilizzando potete utilizzare il comando
cat /proc/version

Per conoscere le informazioni sul vostro microprocessore
cat /proc/cpuinfo

Per sapere il quantitativo di memoria RAM e i dettagli sul suo utilizzo da parte del sistema
cat /proc/meminfo

Se vi interessa sapere qual'è la vostra scheda audio
/sbin/lspci | grep -i audio

oppure la scheda video
/sbin/lspci | grep -i vga

o la scheda di rete
/sbin/lspci | grep -i eth

Infine, ma questo è per intenditori, potete conoscere i dettagli tecnici dei vostri dischi rigidi IDE semplicemente entrando nella cartella /proc/ide dove troverete una cartella (o due nel caso abbiate più dischi) con nome ide0 (quella sempre presente) e ide1 (quella corrispondente ad un eventuale secondo disco).
Entrando nelle cartella troverete diversi file e cartelle. Le cartelle corrispondono alle partizioni presenti nel disco rigido selezionato, mentre i file corrispondono a delle caratteristiche generali. Ad esempio scrivendo
cat ./channel
avrete il canale della porta dove è collegato il disco.
Entrando nelle cartelle delle partizioni potete ottenere informazioni più raffinate, come ad esempio la geometria della partizione (cat ./geometry) e la capacità (cat ./capacity).

Ricordatevi di NON MODIFICARE in alcun modo questi file. Ogni istruzione è stata verificata su Fedora Core 6, ma è compatibile con Fedora 7.

lunedì 11 giugno 2007

Repository Fedora 7

Installata Fedora 7 è il tempo di aggiungere un pò di repository alla dotazione standard. Per ogni repository che ora installeremo è necessario entrare nella console, impostarsi come amministratore ('su' + invio + password) e seguire alla lettera quanto scritto. Ricordatevi che non deve essere sbagliata neppure una letterina, quindi andateci di copia-incolla. E' più semplice di quato possa sembrare, non allarmatevi!!
Dopo ogni chiamata dell'editor gedit (cioè dovete incollare nella console quanto scritto in grassetto e premere INVIO), dovete copiare all'interno dello spazio bianco quanto riportato in corsivo, e poi premere SALVA. USATE IL COPIA-INCOLLA!!!
Cominciamo:

gedit /etc/yum.repos.d/livna.repo

[livna]
name=Livna for Fedora Core $releasever - $basearch - Base
baseurl= http://rpm.livna.org/fedora/$releasever/$basearch/
enabled=0
gpgcheck=1
gpgkey=file:///etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-livna

gedit /etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-livna

-----BEGIN PGP PUBLIC KEY BLOCK-----

Version: GnuPG v1.2.3 (GNU/Linux)

mQGiBD9uKNURBAD9LSuQNt6yzZ4Zvs1eRit7qnEXxptel30kSX5pFT4+e3NwLAr6
Krlw8Ieo7w4o+kaHL1likVLCAZzBnz9X6l5C2LtUcKX772ieRZUnLd93wWRQiRYj
u8QRD5CFS7sgT0xG6KZV1GJ13BjqBb3VRHJXw2lQn9JrQkhzuRF+YItW+wCgpFKN
VMWJQXjSy87RLOELulEA7YEEAOCvbVSB/yfm2VByB9yb3S2OOEDyeQpx75xzW1tK
5paC6qmu6ptCN7MvBOlIPqJtJzk9dxcJIQrOeCkmm4rUhuNIujr+1h+vOwtm158K
IahJMGirDJjXxAKJdAU/OCo6z54TLR9WkiNieZhcMvHNeVwgcmSv5o0lBwzYnsvN
U9JIBACaXi6fQ3yFeoUhCXYQUku9SDKgEnjbNWRn+7LPAVRYIHLTrs8nhZm7eKBA
oUPtam96zhEU8LWkgP9OzgJrFeScaBsuoOStsFHBUALs9y6n274e7ITXOtd/bRZU
2fCV3Jo0MR6Y27tDRMqhEHNfkqFn7aOdQcTTPoDP0Z5pkVVsjbQiTGl2bmEub3Jn
IHJwbXMgPHJwbS1rZXlAbGl2bmEub3JnPohbBBMRAgAbBQI/bijVBgsJCAcDAgMV
AgMDFgIBAh4BAheAAAoJEHEpVEGhCbHsytIAn1FrK/66lNuHSe9DalzCT5aHSBhM
AKCcDE77KF+b7/uyeujjY0dBOdODJYhGBBARAgAGBQI/bimuAAoJEFv/iQKOJ5Ah
Kf4AoIFEBNeQLA3SJhawlZMVFOM4X2o0AJ9Q1x/2iJjmW65A4Wfy5U63fp58q7kB
DQQ/bijWEAQArpxAXvjCHNQxiKPHagpx/OgDBRvN/eseZzHz3N+c8iglwTSkNjcV
LiH2Bdz7+RxdRVvgjq4PUgs1+mNnY5H8Gptb0brvvW6BQHKNSE8y/rwYil3jzW6l
HruhOuYr4uiGUNbOBsJYCFpccDi2w0Z72NtPgLcUrBtNiiybHs6HPh8AAwUEAJt/
dwOOUbfDF0EodRmDJs9Brkq2TBoT/9ylxGTVH+j+1tkDOs5ByX/MoGhYyBnTbN0/
lgGq85nQgFq23hvHDZDAUfZDIArMOjYJIwP2dS7E+UTsSNgnv0/lCJ6qfgo76Rn0
fWkGyRpUKjrdvfRkCNpQu5RWxQ5ZC/hRwBrI/5guiEYEGBECAAYFAj9uKNYACgkQ
cSlUQaEJsewfJwCfWjWmrNyMVtz2MRUIqgM93sXHuUUAn2l9FUDpSPnLII1G25Sm
abfgX6Wq
=7Wqv
-----END PGP PUBLIC KEY BLOCK-----

gedit /etc/yum.repos.d/freshrpms.repo

[freshrpms]
name=Fedora Core $releasever - $basearch - Freshrpms
baseurl=http://ayo.freshrpms.net/fedora/linux/$releasever/$basearch/freshrpms/
enabled=1
gpgkey=http://freshrpms.net/RPM-GPG-KEY-freshrpms
gpgcheck=1

gedit /etc/yum.repos.d/dries.repo

[dries]
name=Extra Fedora rpms dries - $releasever - $basearch
baseurl=http://ftp.belnet.be/packages/dries.ulyssis.org/fedora/fc$releasever/$basearch/RPMS.dries/
gpgkey=http://dries.ulyssis.org/rpm/RPM-GPG-KEY.dries.txt
gpgcheck=1
enabled=1

gedit /etc/yum.repos.d/atrpms.repo

[atrpms]
name=Fedora Core $releasever - $basearch - ATrpms
baseurl=http://dl.atrpms.net/f$releasever-$basearch/atrpms/stable
gpgcheck=1
gpgkey=http://atrpms.net/RPM-GPG-KEY.atrpms
enabled=1

gedit /etc/yum.repos.d/kde.repo

[kde]
name=kde
mirrorlist=http://apt.kde-redhat.org/apt/kde-redhat/fedora/mirrors-stable
gpgkey=http://apt.kde-redhat.org/apt/kde-redhat/kde-redhat.RPM-GPG-KEY
enabled=0

[kde-all]
name=kde-all
mirrorlist=http://apt.kde-redhat.org/apt/kde-redhat/all/stable/mirrors
gpgkey=http://apt.kde-redhat.org/apt/kde-redhat/kde-redhat.RPM-GPG-KEY
enabled=0

gedit /etc/yum.repos.d/macromedia.repo

[macromedia]
name=Macromedia for i386 Linux
baseurl=http://macromedia.rediris.es/rpm/
enabled=0
gpgcheck=1
gpgkey=http://macromedia.mplug.org/FEDORA-GPG-KEY

MacBook da fuoco e fiamme!!

Dal titolo sembra un comlpimentone per le performance tecniche dei portatili della "mela mordicchiata". Effettivamente le dotazioni tecniche di cui sono dotati, soprattutto i nuovissimi processori Intel Dual Core 2 da 2.16 GHz, li piazzano tra i migliori, ma........ l'inghippo è sempre in agguato. Il problema è che non stiamo parlando di qualche diffettuccio come potrebbe essere la tastiera che si inceppa o lo schermo con qualche pixel bruciato, ma delle famigerate batterie agli ioni di litio.
Circa un anno fà già Dell, e in parte anche la stessa Apple, erano incorse in una campagna di richiamo per difetti riguardanti le suddette batterie. Il problema consisteva in una "fusione" della batteria che si surriscaldava durante il funzionamento. Alla Dell era andata molto male, visto che a causa di un suo portatile aveva preso fuoco una casa, ma ora la Apple non è da meno.
Tutto comincia nel Giugno 2006 quando un utente di MacTalk Forum, il forum australiano dedicato alla Apple, diventa proprietario di un MacBook. Pochi mesi dopo l'acquisto, circa fine 2006, se lo vede letteralmente divorato dalle fiamme. Secondo quanto riferito dallo stesso utente, la sua battera non era compresa nella capagna di richiamo effettuata da Apple.
Questa in breve la storia.

" 3.00 del mattino. Matty stà dormendo nella sua stanza, quando ad un tratto sente un sibilo simile a quello del vapore attraverso una valvola. Il cane comincia ad abbaiare e scatta l'allarme anti incendio. In un angolo, dal suo MacBook lasciato a caricare durante la notte, si alzano le fiamme!!!"

In realtà nelle settimane precedenti il computer aveva dato qualche segnale del malfunzionamento, ma il proprietario è stato costretto, per motivi di lavoro, a rimandare la visitina che aveva già pensato di fare presso la rete di assistenza.
Questa è una traduzione di quanto detto dal protagonista in QUESTA PAGINA:

"Ho notato durante le tre settimane precedenti l'esplosione che la durata della batteria si era ridotta notevolmente. Nell'ultimo periodo, infatti, l'autonomia del mio MacBook si era assestata intorno ad un'ora o al massimo un'ora e mezza di durata, rispetto alle tre ore registrate, con un funzionamento normale, pochi giorni dopo l'acquisto", ha dichiarato Matty, che poi continua aggiungendo "Inoltre ho notato, almeno un paio di volte, che l'icona della batteria mostrava una X, avvisandomi di un basso livello della carica, che semplicemente riavviando tornava normale. Avevo anche osservato, soprattutto negli ultimi giorni, un livello di carica della batteria che oscillava tra il 99% e il 100%, nonostante avessi provveduto ad un ciclo completo di ricarica della batteria."
"Puzza di plastica bruciata. La batteria si è gonfiata e ha deformato il comparto di alloggiamento. Il Macbook è fuso nella sua parte inferiore, ed in alcuni tratti risulta addirittura carbonizzato. La barra spaziatrice è fusa, sciolta. Lo schermo è stato danneggiato poco, ma le immagini si commentano da sole."

Per chi volesse vedere delle immagini del "disastro" può dare un occhio a queste: Foto 1, Foto 2, Foto 3, Foto 4.
Per chi invece fosse interessato a cosa sapere cosa accade quando esplode la batteria di un portatile può vedere il video di un esperimento condotto in laboratorio. La batteria viene messa sotto stress come avverrebbe in caso di surriscaldamento. Preparatevi al colpo e cliccate QUI. (V.M. 18 anni).

venerdì 8 giugno 2007

Configurare Sudo su Fedora

Molti si lamentano del fatto che Fedora, in classico stile RedHat, richieda ancora, per le operazioni di amministrazione e configurazione, l'accesso come utente root, mentre per esempio su Debian (leggere Ubuntu) è presente il comando 'sudo' da anteporre al comando che si vuole eseguire come utente root (amminstratore).
In realtà sudo, essendo un piccolo programma, può essere utilizzato anche su Fedora, ma è necessaria una configurazione iniziale. Niente di complesso, anzi, è praticamente un linea di codice da eseguire da console!!!
Per prima cosa avviate la console e passate come amministratore con il comando 'su'. Vi verrà chiesta la password dell'amministratore.
Ora dovete decidere a quale utente permettere l'utilizzo del comando 'sudo'. Inoltre dovete scegliere se all'uso di 'sudo' sia associato l'inserimento della password dell'utente o meno. Passiamo ad un esempio per capire meglio.
Nel caso si voglia permettere ad un utente di utilizzare 'sudo', ma obbligandolo ad inserire la sua password (quella di utente, non di root), si utilizza il comando

echo 'loginname ALL=(ALL) ALL' >> /etc/sudoers

dove loginname è il nome di login dell'utente specifico.
Nel caso invece in cui si preferisca che l'utente possa usare 'sudo', ma senza inserire alcuna password, potete usare il seguente comando

echo 'loginname ALL=(ALL) NOPASSWD:ALL' >> /etc/sudoers

dove come nel caso precedente loginname indica l'utente.
Ovviamente inutile dire che il secondo caso conviene solo se il computer è per un uso personale!!!